Politica-rete: 0-1

La politica in Italia non passa attraverso la rete. Non c’è un progetto e mancano decisamente le conoscenze. Basta sbirciare nei siti e nei blog dei politici “in pensione” o “sconfitti” alle elezioni per rendersene conto: non sono aggiornati! Il mancato aggiornamento della propria comunicazione è la morte del politico e in questo la rete è impietosa perché magari lo staff del personaggio non ci fa più caso ma la traccia resta indelebile. Consiglio: se si è consapevoli di non essere molto attivi nell’aggiornamento è meglio aprire un sito che viene chiuso se si interrompe il pagamento del dominio. Vediamo un po’ di esempi.

  • www.antoniodipietro.it: Di Pietro è uno dei politici più attivi in rete (nonostante l’ultima sconfitta), ha preso il modus operandi da Grillo (molti di coloro che lavoravano per il comico ora sono dipendenti di Di Pietro perché vengono pagati!). Ha investito molto sul blog: è aggiornato, c’è condivisione (anche se i commenti sono senz’altro mediati) e la proposta è raccontata e non si limita a slogan e cose commerciali.
  • www.clementemastella.blogspot.com: l’ultimo aggiornamento è di sei giorni fa. I commenti sono pochi. Più che raccontare una proposta Mastella riferisce le sue riflessioni personali. Dà l’idea di essere una vero e proprio diario. Non posso evitare di ricordare www.dementemastella.blogspot.com, il gemello cattivo dello spazio di Mastella che canzona il politico in modo spietato. Ovviamente ci sono più commenti qui che sul blog ufficiale!
  • www.danielasantanché.it sembra lo spazio di una diva del cinema: foto su foto da copertina della candidata premier. Esagerato? È dir poco. Navigando tra le pagine non si può fare a meno di sorridere. I post personali della Santanché sono pochi. E l’ultimo aggiornamento risale al 28 aprile 2008, quando Alemanno, appoggiato anche da La Destra è diventato sindaco di Roma.

Facendo un passo indietro sulla campagna elettorale osserviamo che:
-il PdL non si è servito di un sito perché il dominio era già in uso
-il sito del Pd, www.partitodemocratico.it, è costruito in maniera molto cinematografica. Nel menù dà tre possibilità all’utente: “informati”, “conosci”, “attivati”. La proposta è chiara, l’aggiornamento costante. Ci sono link a tutti i social network a cui è iscritto il Pd.

Vediamo ora un esempio francese

  • www.desirsdavenir.org: il sito per la campagna elettorale di Ségolène Royal viene da poco aggiornato. Per diverso tempo dopo la sconfitta riportava la frase “Grazie di avermi votato” come ultimo post.

Sulla politica in rete molto hanno da insegnarci gli americani:

  • www.barackobama.com: sito di una semplicità devastante, costruito sul “fidati di me” e sul “sostienimi” con soldi, volontariato o diffusione del pensiero. C’è una versione spagnola del sito. C’è una televisione del candidato e tutti i social nework a cui è iscritto. Il blog è una piccolissima parte del sito e della comunicazione: è ricco e aggiornatissimo spesso dai suoi speech writers e ogni tanto anche da lui. Iscrivendosi arrivano immediatamente mail di ringraziamento e saluti personalizzati da Obama: c’è un coinvolgimento vero.
  • www.johnmccain.com: il suo logo è una stella perché McCaine è un decorato al valor militare per essere stato prigioniero e torturato in Vietnam; questo simbolo aumenta la sua credibilità. La costruzione del sito è simile a quella di altri candidati ma il repubblicano, a differenza dei democratici, non deve cercare supporto dagli elettori del suo partito perché è lui il candidato. Il suo scopo è mantenere informato l’elettorato.

I blog in USA sono già superati, sono solo una delle tante opportunità da usare. I politici d’oltreoceano usano la multidirezionalità e il potenziale enorme della rete mentre i nostri vertici del potere considerano la rete solo come un deposito di informazioni. Senza rendersi conto che così facendo il bello della rete si rivolta contro di loro.

 

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