Comunicazione sociale
Da un po’ di tempo il sociale è sempre più presente su Internet: la rete è diventata strumento e vetrina ideale per associazioni benefiche e no profit perché è a costo zero e raggiunge tutti. Nella comunicazione sociale è la parola a contare più di tutto. Il suo valore è moltiplicato rispetto ad altri ambiti. Bisogna raccontare, coinvolgere, interagire.
- Vai su Greenpeace.com e ti trovi davanti queste parole: “Greenpeace exists because this fragile Earth deserves a voice. It needs solutions. It needs change. It needs action”. Parole forti, coinvolgenti, che non possono lasciare indifferenti. E poi tre appelli diversificati: “Donate!”, “Sign up!” e “Get involved!”. Un filmato che accusa Dove di distruggere le foreste per ricavare olio di palma. Sotto le news dal mondo dell’ecologia, tutte proposte con un linguaggio incisivo. Sulla destra un box con “le cose che puoi fare ora”. E sono in tanti a darsi da fare. La parola giusta mobilita.
- Medicisenzafrontiere.it si apre sulla pagina “SOS Myanmar” che spiega la situazione della Birmania, l’impegno dell’associazione in loco, descrivendo i successi già ottenuti (importanza di informare i sostenitori su cosa si fa con i loro soldi) e i riferimenti per fare donazioni alla causa. Si va direttamente al punto, non si presenta neanche Medicisenzafrontiere. La priorità è mandare aiuti in Birmania. Attraverso un link si arriva al sito che è essenziale. Vengono descritte tutte le missioni delle associazioni, specificando e dando ancora particolari su quella in Birmania. Menu sintetico: chi siamo, cosa facciamo. Poi gli appelli: “Sostienici”, “Collabora”, “Parti con noi”.
