Bloggando bloggando…

Iniziamo a parlare di blog. Che cos’è? L’evoluzione tecnologica e multimediale del vecchio e caro diario segreto, che oggi tanto segreto non è più visto che a milioni di persone possono non solo leggerlo ma anche dire la loro su ciò che è stato scritto. E adesso definiamolo in relazione ad un sito…che differenza c’è?  Il blog è gratuito e ha una struttura più semplice del sito. Addirittura sono disponibili (e noi tutti lo sappiamo bene…) templates già pronti. L’apertura di un blog spesso corrisponde a un momento di tensione creativa, politica o personale ma spesso, finito il periodo di ispirazione, lo spazio viene abbandonato. Caducità e  raro aggiornamento sono i problemi principali. Se si apre un sito di solito si ha un progetto pre-esistente, scandito da tempi e contenuti precisi. Il blog come spazio in cui pubblicare le proprie opinioni e lasciarle liberamente al commento altrui oggi è superato dal mezzo stesso. Siamo alla ricerca di un neologismo diverso per parlare di questi spazi. Noi per ora continueremo a chiamarli blog. Un blog può essere personale, relazionale, professionale, politico, letterario, sociale. Quelli giornalistici in Italia sono inesistenti perché non vi è un approccio legato alla professionalità: il free lance non mette i suoi pezzi in rete poiché potrebbero essere copiati e non è economicamente conveniente. Esistono invece spazi politici e sociali, di costume. Due su tutti:

  • www.dagospia.com: una sorta di giornale on-line creato da Roberto D’Agostino, giornalista di gossip, nel 1999. È un contenitore di informazioni spesso non raccolte da fonti ufficiali. Prende materiale sulla rete e lo trasforma in notizia cercando di diventare fonte. Il problema è che non è una fonte e nemmeno verifica le sue sorgenti! Il 90% dello spazio è costruito con copia e incolla di scritti o immagini altrui e questo moralmente non è il massimo. Nonostante questo il sito ha un suo perché ed è comunicativamente forte.

 

  • www.beppegrillo.it: un blog sui generis, a metà tra il politico e il professionale. Grillo ha una caduta di stile. Vende i suoi prodotti sul blog. Non sarebbe stato più opportuno rimandare ad un sito commerciale?

    A parte questo lo spazio web è ottavo al mondo per accessi. Spiegarsi il motivo è facile: noi italiani siamo molto metodici e immaturi nel cercare in rete, cerchiamo certezze, visitiamo sempre gli stessi indirizzi, ci fidiamo delle grandi marche come quando facciamo la spesa. Grillo, ignorato dai media, ha sfruttato la rete per promuovere la sua tourneè, per raccogliere documentazione sui temi dei suoi spettacoli che ha trasformato in vere e proprie campagne sul blog. Attraverso questo spazio fa massa critica, mobilita la società sia in modo virtuale che fisico. 

    Internet può essere mobilitante ma per mobilitare deve usare ancora i modi tradizionali. Grillo porta nel nostro paese i meet up, molto comuni nel mondo anglosassone, e organizza nelle piazze italiane due V-day : il primo raccoglieva firme contro la candidatura di politici condannati in Parlamento, il secondo (25 aprile 2008) contro l’Ordine dei Giornalisti, con l’idea di abolirlo. Un blog che raccoglie fisicamente firme è un controsenso. Non è colpa di Grillo, probabilmente bastava la mobilitazione in rete ma in Italia non siamo ancora così avanti… Diamo un’occhiata a come il 26 aprile i giornali parlano del V-day numero 2 e cerchiamo di capire come mai il comico lamenta che l’informazione non l’ha “raccontato”: Repubblica dice che al meet up di Torino c’erano 40 mila persone, il Corriere riporta parola di Grillo che conta 120-140 mila partecipanti e vi contrappone le stime della Questura sulle dimensioni della piazza che non può contenere più di 40-50 mila persone, guardandosi bene dal ricordare che l’iniziativa era anche in altre piazze italiane. La Stampa (il giornale di Torino) non parla del numero dei fedeli di Grillo e derubrica la manifestazione a show. E Grillo sul suo blog si limita a commentare “Se volete la verità sul V-day cercatela su Internet”. Lapidario ma efficace. Il blog di Grillo è uno spazio militante ma non c’è libertà di postare e inserire il proprio commento: il comico li ha mediati sin dall’inizio…

 

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