Archivio perMaggio, 2008

I “Disastri della guerra” sono sempre attuali…

Goya a Parma parte terza. Ma niente più Capricci o ritratti di nobili. C’è un fil rouge nella storia dell’arte che unisce artisti di diverse epoche: il racconto delle conseguenze della guerra. E la Pinacoteca Stuard propone il Goya che rivoluziona anche questo filone con i suoi “Disastri della guerra”.

Emilio Mistrali con la collaborazione del direttore dell’istituzione Francesco Barocelli cura un percorso intellettuale e artistico sulle immagini della guerra che diventa anche un’occasione di riflessione sociale sugli orrori che ogni conflitto porta con sè. A precedere i “Disastri”, per dare l’idea della distanza tra la rappresentazione seicentesca e l’innovazione di Goya, “Le miserie della guerra”, opera incisoria seicentesca del francese Jacques Callot che ne rappresenta le conseguenze in modo virtuosistico, antinaturalistico, un po’ barocco e teso a stupire l’esigente clientela. Poi finalmente Goya: con l’incisore spagnolo nasce un nuovo modo diretto e immediato di documentare la guerra, senza nessuna concessione alla maniera. L’artista è stato testimone dell’invasione francese in Spagna del 1808 e ne racconta la tragedia in modo universale: è la resistenza spagnola all’esercito napoleonico, ma può rappresentare tutte le guerre mai combattute.

Nelle prime sessantaquattro tavole che compongono la serie assistiamo a fucilazioni, cadaveri, terribili torture, donne che vengono violentate e donne coraggiose, carestie. Le rimanenti quindici tavole compongono la sezione dei “Caprichos enfaticos”, la cui interpretazione delle scene caricaturali e grottesche rimane enigmatica: probabilmente vi è rappresentata la situazione politica dopo il 1814, con coloro che aspirano al potere ritratti come vampiri, lupi e ciarlatani, che ingannano un popolo confuso e distrutto. Le stampe sono appese su fondo rossiccio che ne esalta le tecniche e sono corredate da etichette esplicative con i titoli ermetici di Goya in spagnolo e utilissime e sintetiche spiegazioni dei curatori. Peccato che le sale espositive non siano interamente dedicate ai “Disastri”. In diverse ambienti le incisioni sono attorniate da quadri della collezione della pinacoteca. Interessante la proposta di esemplari delle altre serie incisorie di Goya come la “Tauromachia”, le “Follie”, i “Proverbi” e i “Capricci” che però sono collocate in mezzo alle tavole dei “Disastri”, impedendo di godersi tutto d’un fiato la serie. A conclusione del percorso non poteva mancare una copia fotostatica su tela di “Guernica” di Picasso, che molto deve alla rivoluzione operata da Goya nell’immediatezza della raffigurazione del caos, della brutalità dello strazio del bombardamenti.

Una mostra d’arte ma anche un’ennesimo tentativo di denuncia contro la guerra. Impossibile non uscirne un po’ scossi.

Parma città vuota?!

Qualcuno dice che a Parma non succede mai niente, che è una città noiosa, che non offre molto, un po’ monotona. Io da parmense e parmigiana (eh sì, anche se siamo in serie B) DOC non posso fare a meno di difendere la mia città. Che non è affatto vuota. Anzi.

La denominazione che si trova su molti dei cartelli d’ingresso in città è “Parma città d’arte e di musica”. E Parma è effettivamente questo e molto di più.

Questo è un blog sul giornalismo… perché non fare anche un po’ di giornalismo culturale ed artistico (che è una delle mie passioni) e smentire chi definisce Parma “città vuota”?

Se la connessione ti abbandona…

Se dovessi pensare ad un pro ed un contro per la linea ADSL non avrei dubbi. Pro: è velocissima. Contro? Capita che per una settimana la connessione non funzioni. Non per un’ora, un giorno o due. Per una settimana. E non capita raramente. Chiami Telecom Italia per avere spiegazioni: ti dicono che hanno dei problemi su diverse linee e che tutto tornerà a funzionare nel giro di 48 ore. Sì… ma se a me Internet serve in quel momento?  Va bene che la banda larga, definita alla luce della tecnologia attuale a partire da un valore soglia di 1.2 megabit/sec., non è contemplata né dalla legislazione italiana né da quella europea come obbligo di servizio universale, ma la fornitura di un collegamento Internet sì, eccome, con velocità minima di 33 kbit/sec. Eppure non è così. Non sempre le cose sono come dovrebbero essere. E intanto è da un settimana che non scrivo post…

Multimedialità nella comunicazione pubblica

Visto che tanto si è parlato di multimedialità e comunicazione pubblica… curiosando tra le pagine di Forum PA ho trovato la sintesi di un convegno dal titolo “Multimedialità come nuova dimensione della comunicazione pubblica“ a cura di Sergio Talamo, responsabile dell’Ufficio Stampa ed Editoria Formez.

Approfondiamo…

L’Ufficio Stampa ed Editoria del Formez organizza una giornata di formazione sulla comunicazione multimediale, impostata come una vera sessione d’aula e destinata a tutti coloro che nell’ambito della Pubblica Amministrazione svolgono o sono interessati a svolgere attività di comunicazione multimediale. (www.retepa.it). La giornata si inserisce nell’ambito del progetto “Multimedialità nella P.A.”, partecipato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Riforme e le Innovazioni nella P.A., nonché nei lavori del “Gruppo di coordinamento dei giornalisti e comunicatori pubblici multimediali”, struttura sperimentale attivata in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, nata con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle diverse professionalità che operano nel campo della multimedialità e più in generale della comunicazione pubblica, con particolare riguardo alla produzione audiovisiva ed alla realizzazione di servizi interattivi. La giornata si articolerà in una serie di unità didattiche monografiche su vari temi: l’evoluzione della comunicazione pubblica verso la multimedialità e la multicanalità, i nuovi linguaggi giornalistici, il web 2.0, la realizzazione di prodotti audiovisivi – produzione e post produzione.

  • Che cos’è il Formez?  (dal sito ufficiale)
    Il Formez, centro di formazione studi, opera a livello nazionale e risponde al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nell’ambito delle competenze già stabilite dal D.Lgs. 285/99, l’Assemblea dei Soci dell’11 aprile 2007 ha individuato una nuova missione specifica per il Formez:
  1. accompagnare le amministrazioni pubbliche, in particolare le amministrazioni regionali e locali, nello sviluppo di progetti di innovazione organizzativa e amministrativa e nel monitoraggio delle politiche e dei processi di innovazione, anche attraverso lo sviluppo di programmi finalizzati a sviluppare la qualità della regolazione e la semplificazione amministrativa, nonché promuovere l’impiego delle nuove tecnologie per il miglioramento delle risorse umane e dei processi organizzativi;
  2. fornire alle amministrazioni pubbliche assistenza tecnica e tecnico-formativa per migliorare la qualità dei servizi e l’efficacia delle politiche, avendo come particolare riferimento le politiche regionali e locali e gli interventi finalizzati ad accrescere la competitività dei territori e del paese;
  3. fornire alle amministrazioni pubbliche il supporto, l’assistenza tecnica ed i contenuti utili a migliorare la comunicazione delle stesse tra di loro, nonché verso cittadini ed imprese;
  4. sviluppare, anche d’intesa con altre amministrazioni e/o organizzazioni italiane e di altri paesi, progetti di cooperazione internazionale finalizzati alla crescita dei sistemi amministrativi anche attraverso l’attivazione di processi di scambio di esperienze e di “buone pratiche”;
  5. supportare il percorso di internazionalizzazione delle amministrazioni pubbliche, in particolare le amministrazioni regionali e locali;
  6. svolgere ogni altra attività devoluta mediante apposito accordo dal Dipartimento della Funzione pubblica , da altri associati, o da altre amministrazioni pubbliche.
  • Che cos’è il progetto “Multimedialità nella PA”?


    L’Ufficio Stampa ed Editoria del Formez ha avviato un nuovo progetto denominato: “Multimedialità nella P.A. – Azioni a sostegno della comunicazione pubblica e dei servizi interattivi per i cittadini”. Il progetto,   partecipato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. – è finalizzato a supportare la produzione multimediale nella PA italiana anche attraverso la creazione sperimentale di un Social Network delle Pubbliche Amministrazioni, stimolando un processo di interoperabilità tra le strutture pubbliche deputate alla produzione di contenuti multimediali e di servizi interattivi.
    Nell’ambito del progetto il Formez, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha organizzato il primo incontro del Gruppo di Coordinamento dei giornalisti e comunicatori pubblici multimediali, presso la sede dell’Ordine, il giorno 1 aprile 2008.

Sintesi del progetto esecutivo (da www.retepa.it/multimedia-pa/progmulti  downloads)

   SEZIONE 1: quadro di riferimento

Tra i punti della nuova missione del Formez indicati dall’Assemblea dei Soci nell’aprile 2007 è compreso il compito di “fornire alle amministrazioni pubbliche il supporto, l’assistenza tecnica ed i contenuti utili a migliorare la comunicazione delle stesse tra di loro, nonché verso cittadini ed imprese”. Da cinque anni il Formez ha avviato e gestito iniziative di produzione multimediale per la pubblica amministrazione italiana. L’esperienza pregressa e la conoscenza delle sperimentazioni realizzate dalle PA nazionali e locali, nonché dei fabbisogni conoscitivi dei dipendenti pubblici e dei principali trends tecnologici in atto, rendono l’Istituto soggetto idoneo a supportare la realizzazione di una importante iniziativa di coinvolgimento delle P.A. italiane nel campo della produzione qualitativa di contenuti informativi e servizi interattivi multimediali. La creazione di un network-laboratorio delle P.A. che sperimentano la produzione multimediale rappresenta la naturale evoluzione di un processo avviato sin dal 2002 attraverso il sistema web e digitale terrestre di TelePA e poi proseguito con l’avvio di “Radio P.A. Roma-Milano” e della piattaforma RetePA, consistente in un portale video che raccoglie le migliori esperienze nonché nella Ricerca semestrale sulle esperienze multimediali locali e nel Premio “La P.A. che si vede”. 
Il Dipartimento della Funzione Pubblica intende realizzare un nuovo intervento a carattere nazionale per favorire lo sviluppo della comunicazione pubblica italiana attraverso la creazione di un Social Network capace di coinvolgere le amministrazioni che, a diversi livelli, realizzano contenuti multimediali. Attraverso la presente iniziativa, il Formez consolida il percorso formativo e di aggiornamento dei dipendenti pubblici e rafforza attraverso una prospettiva partecipativa la produzione di contenuti specializzati in un’ottica orizzontale, proponendo un sistema di  comunicazione della P.A. imperniato sulla logica di fruizione-condivisione dei contenuti tipica del web 2.0. 
I modelli di comunicazione proposti dalle amministrazioni centrali e locali, monitorati dal Formez sin dal 2003, hanno raggiunto oggi livelli qualitativi inimmaginabili fino a qualche anno fa. Il web appresenta senz’altro il mezzo ideale per la sperimentazione di queste nuove forme di comunicazione ma resta da affrontare la sfida della multicanalità: la convergenza dei sistemi di comunicazione digitale offre panoramiche interessanti sia per le singole amministrazioni sia per un’attività sinergica tra le stesse. Questo ultimo aspetto rappresenta sostanzialmente l’attività programmatica oggetto della presente progettazione esecutiva. 

   SEZIONE 2: finalità e risultati attesi

Obiettivo strategico del progetto “Multimedialità nella P.A.” è quello di stimolare un processo di interoperabilità tra le strutture pubbliche deputate alla produzione di contenuti multimediali e dei servizi interattivi. L’iniziativa si propone di avviare, con vari strumenti formativi, relazionali e informativi la creazione di un network-laboratorio che valorizzi i prodotti e ne agevoli lo scambio e il miglioramento qualitativo.

obiettivo 1) coinvolgere le pubbliche amministrazioni verso le attività del Network e realizzare un laboratorio permanente di scambio e aggiornamento professionale tra gli operatori di produzioni multimediali e servizi interattivi.
Il risultato atteso è l’ideazione e la realizzazione di una  in grado di fotografare le esperienze locali, analizzarne i livelli qualitativi e quantitativi della produzione, proporre un modello redazionale nuovo e partecipato che, partendo dal coordinamento dei giornalisti e comunicatori pubblici multimediali e dalle attività di laboratorio formativo permanente proposto, proponga al sistema della comunicazione pubblica italiano un vero e proprio Social Network della PA italiana. Le attività di ricerca si concentreranno sulle esperienze di Web Tv, sui servizi attraverso la Tv digitale terrestre e la rete di telefonia mobile. 
Per lo svolgimento delle attività del Coordinamento dei Giornalisti e Comunicatori Multimediali ed in particolare per la realizzazione di incontri virtuali e le attività formative verranno utilizzati strumenti innovativi di formazione a distanza. In tal modo verranno favorite la circolazione delle esperienze e la piena e costante condivisione della produzione. Il Formez prevede di utilizzare degli strumenti di comunicazione video tra gli accreditati. Tra i risultati dell’attività didattica è   prevista la realizzazione di un “codice di qualità” della produzione informativa pubblica multimediale e di solidi riferimenti deontologici. 

obiettivo 2) valorizzare le esperienze monitorate a livello locale e favorirne una visibilità a livello nazionale
Il Formez ha intenzione di ideare e realizzare una nuova edizione del Premio ” LA PA CHE SI VEDE, la Tv che parla con te”. Il concorso, la cui cerimonia di premiazione si terrà al prossimo Salone della Comunicazione Pubblica Italiana, verrà strutturato in quattro categorie di concorso: Notiziario Istituzionale, Video Promozionale, Canali tematici, Servizi interattivi. La giuria del Premio sarà composta da personalità di rilievo del mondo della comunicazione pubblica, della ricerca e del settore televisivo e multimediale oltre che da un rappresentante del Dipartimento della Funzione Pubblica. 
Per la valorizzazione delle iniziative monitorate e premiate, il Formez organizzerà due eventi a carattere nazionale per offrire visibilità ai progetti e alle esperienze delle PA coinvolte e per promuovere le attività ed i risultati del gruppo di lavoro. 
Da ultimo, il Formez sarà a disposizione delle amministrazioni che ne faranno richiesta per supportare l’organizzazione di eventi a livello locale, legati allo sviluppo della comunicazione pubblica.

obiettivo 3) proporre una produzione informativa specifica sui temi della comunicazione pubblica a supporto della produzione del Network delle PA  
Il Formez intende realizzare di alcuni prodotti informativi che verranno ospitati nel video portale www.retepa.it. In particolare, l’Istituto avvierà la produzione di un notiziario radiofonico quotidiano denominato Radio PA. Gli utenti interessati potranno ricevere via mail il palinsesto quotidiano con i link alla edizione completa e alle singole notizie che la compongono. Ciascuna edizione di Radio PA potrà essere ascoltata entrando nella sezione del portale dedicata alla Radio.  www.RetePA.it sarà strutturato in diverse sezioni: News testuali, Radio, l’Editoriale (un approfondimento sui temi della multimedialità nella PA), le sezioni dedicate alle esperienze locali.  
Inoltre, verrà costantemente aggiornato e costituirà ulteriore fonte informativa, il canale Multimedialità all’interno del portale istituzionale del Formez.
Sul fronte della produzione video, il Formez, di concerto con le amministrazioni coinvolte, proporrà un nuovo prodotto informativo capace di mettere a sistema e valorizzare la produzione delle stesse amministrazioni: una sperimantazione di Tg partecipato, un’esperienza unica nel panorama europeo che coglie i segnali evolutivi del web e lo sviluppo dei canali specializzati del sistema televisivo.

obiettivo 4) sperimentare la realizzazione di prodotti interattivi di utilità dei cittadini e offrire alcune amministrazioni campione nell’avvio del servizio 
Il Formez, di concerto con altre istituzioni (si indicano a titolo di esempio il Cnipa e la Fondazione Ugo Bordoni come principali interlocutori da coinvolgere) che già hanno realizzato iniziative formative avanzate in tema di servizi interattivi, avvierà uno studio teso a realizzare prodotti sperimentali utili per i cittadini e le imprese e veicolabili su Tv web, tv digitale o telefonia mobile. Tale attività potrà agevolare l’implementazione, da parte delle amministrazioni interessate, di nuovi e accattivanti servizi digitali di ultima generazione calibrati sui bisogni delle PA locali. 

  • Che cos’è il Gruppo di coordinamento dei giornalisti e dei comunicatori pubblici multimediali?
    Il coordinamento si costituirà come una struttura sperimentale che nasce con l’obiettivo di supportare le diverse professionalità che operano nel campo della multimedialità e favorire lo sviluppo della comunicazione pubblica, con particolare riguardo alla produzione audiovisiva ed alla realizzazione di servizi interattivi su diverse piattaforme (web, tv, rete mobile).
    Il Coordinamento, che potrà concretizzarsi su diversi livelli di impegno e di partecipazione, opererà come un Laboratorio formativo permanente con l’obiettivo di: 
  1. gestire una rete organizzata ed ufficiale dei giornalisti pubblici multimediali che operano nelle P.A. centrali e locali; 
  2.  realizzare strumenti che consentano la costante comunicazione tra gli iscritti e lo scambio di buone pratiche; 
  3.  rafforzare l’identità professionale dei giornalisti pubblici multimediali (che spesso operano in condizioni precarie e senza che sia riconosciuta la loro opera); 
  4. organizzare eventi, incontri, attività di formazione; 
  5.  redigere un “Codice di qualità” della produzione informativa pubblica multimediale e di solidi riferimenti deontologici; 
  6.  produrre una newsletter sui temi della multimedialità, aperta alla collaborazione ed al contributo di tutti i partecipanti al gruppo di coordinamento; 
  7.  sperimentare un Tg nazionale, partecipato da tutte le P.A. che stanno sperimentando la produzione audiovisiva. Inoltre i membri del coordinamento potranno essere direttamente coinvolti nella realizzazione di video giornalistici contribuendo alla produzione di un notiziario informativo sperimentale. 
  • Radio PA
  • Rete PA: la piattaforma
  • DigiPA: la formazione sul DTT
    Il Formez, su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha sperimentato l’erogazione di un percorso formativo attraverso la televisione digitale terrestre. L’iniziativa, denominata DiGiPA, è stata realizzata attraverso il canale RaiUtile.
    In questo ambito è stato ideato un modello didattico attraverso la produzione di trenta moduli. Le lezioni/trasmissioni televisive, integrate da supporti video e servizi interattivi, sono stati appositamente sviluppati e concepiti per una fruizione formativa. Il percorso didattico é stato reso disponibile sia su Digitale terrestre sia su satellite. Queste le aree tematiche oggetto del corso (ogni area tematica è stata sviluppata in un corso di sette/otto lezioni):
    · Gestione del fenomeno dell’Immigrazione
    · Comunicazione Pubblica
    · Il mercato del lavoro e i servizi per l’impiego
    · Cooperazione per lo sviluppo e Fondi comunitari 
    Ciascuna lezione é stata arricchita da materiali utili all’approfondimento (schede grafiche, testo, bibliografie,   servizi video). Diverse le modalità di interazione per consentire una partecipazione attiva e dinamica dei partecipanti.

 

Il Forum della Pubblica Amministrazione

A Roma si è aperto ieri il Forum della Pubblica Amministrazione che ospiterà tutto il mondo della comunicazione. Noi abbiamo l’ordine tassativo di seguirlo attraverso il sito web, per capire come la comunicazione comunica la comunicazione. Intanto…

Cosa è FORUM PA (dal sito ufficiale)

FORUM PA è un progetto integrato di comunicazione che promuove un confronto diretto ed efficace tra pubbliche amministrazioni centrali e locali, imprese e cittadini sui temi chiave dell’innovazione nel sistema paese e nei sistemi territoriali.

La mission: comunicare l’innovazione

FORUM PA è un momento di approfondimento, ascolto, diffusione e valorizzazione delle più importanti iniziative di innovazione che provengono di sistemi settoriali e territoriali italiani. La comunicazione segue una logica integrata: dall’expo di maggio come momento di relazione e scambio alle community on line, FORUM PA segue i processi e le esperienze di innovazione mentre si svolgono. L’expo di maggio è il momento qualificante di un processo più ampio che coinvolge, nelle diverse attività, target diversificati.

 

La comunicazione dell’evento ha riguardato tutti i media: 

-Spot radiofonico

-Visual della campagna


-Il portale Internet, che è stato rinnovato con la tecnologia open-source web 2.0, dà la possibilità di   creare un proprio percorso on-line.

Ed è proprio ciò che dovremo fare noi ogni giorno… Come fare a crearsi un percorso personale? Niente paura. Sul sito c’è un tutorial video che spiega tutto passo passo.

 

Internet kills the radio star?!

La radio non è da meno. Digiti radio sul campo di ricerca di Google e…appare una lunghissima lista di siti delle emittenti italiane. Ma la vera sorpresa è che molte di esse possono essere ascoltate on-line. La radio ha ormai più di cent’anni di vita e sono lontani i tempi in cui Guglielmo Marconi tentava esperimenti di trasmissione dell’informazione attraverso onde elettromagnetiche.

La radio è anagraficamente vecchia eppure la percepiamo in modo molto moderno. Perché? Ovvio. È cambiata e si è adeguata ai tempi attraverso le tecnologie. Basti ricordare che fino a poco tempo fa si cercavano le stazioni con la manovella, mentre oggi addirittura appare sul frontalino della radio il nome dell’emittente su cui si è sintonizzati. La nostra società considera “radio” tutto ciò che si ascolta, anche I-Pod e lettori mp3.

In realtà questi prodotti instaurano un discorso parallelo ma la radio è altra cosa. Eppure la logica dello sviluppo è la stessa: miniaturizzazione degli strumenti e trasposizione digitale, alle quali si aggiunge una conseguenza, quella dell’isolamento di chi in treno o in autobus si chiude nel suo mondo con le cuffie alle orecchie. È l’incomunicabilità della comunicazione. La radio ha deliberatamente copiato e sfruttato tutte quelle tecnologie che la stavano uccidendo e questo ha comportato ben più di una sopravvivenza, quasi un trionfo.

La radio oggi è uno strumento digitale a tutto tondo, è il più digitale tra tutti anche nel trasmettere. Si può vedere oltre che ascoltare perché si è trasformata in programmi televisivi, come il celebre e apprezzato “Viva Radio 2 minuti” di Fiorello e Baldini, coppia radiofonica di enorme successo che in tv non delude.  La radio addirittura diventa veri e propri canali tv: Radio Deejay ha un suo canale, Deejay TV. O semplicemente vengono accese le telecamere in sala di trasmissione e diffuse le immagini in tv o in rete. Per non parlare, come abbiamo già fatto delle radio sul web. Pochissimi anni fa sarebbe stato inconcepibile pensare di ascoltare programmi su Internet.  Si alza (e come potrebbe non accadere?) anche il livello di interazione con l’utente che, se prima poteva solo telefonare per comunicare con la radio, adesso può decidere se utilizzare la mail o mandare un sms in redazione. E tutto questo comporta un cambiamento nella concezione della professionalità tipica della radio: non più il deejay ferratissimo in musica ma l’intrattenitore, perché non ci sono più i vinili da scegliere, mettere e togliere, è il computer che seleziona e propone le musiche.

Ma in tutto questo manca ancora un passaggio, quello futuro, che probabilmente comporterà il ritorno alla radio parlata, che è stata, è e continuerà ad essere forte, fortissima.

 

Non solo Internet… ma anche tv!

Non ci sono più le mezze stagioni e non ci sono più le tv analogiche di una volta. Nel tentativo di rincorrere Internet, la tv si fa spazio utilizzando con i linguaggi scartati dalle tecnologie. E diventa digitale, interattiva. Nasce negli anni ‘90 in USA e si fa strada in tutto il mondo. Una rete digitale può nascere in pochissimi giorni, basta moltiplicare una serie di piccole scatole di prodotto e farle viaggiare via satellite. E il gioco è fatto. Per gli italiani tv digitale significa SKY, una televisione pay per view che cresce a 350 mila abbonamenti all’anno. Questo perché ha sconfitto il fantasma che penalizzava i suoi antenati Tele Più e Stream: la pirateria. È praticamente impossibile trovare una carta poco legale per evitare di comprare l’abbonamento intero. Così il mercato italiano cresce… e Rupert Murdoch si arricchisce. SKY esiste solo dal 2003 eppure c’è già una sorta di dipendenza culturale nei suoi confronti. Provate a pensarci: ormai guardiamo anche i canali in chiaro sul satellite. Per sintonizzarci su Rai 1 non premiamo più il tasto “uno” del nostro solito telecomando ma il 101 di quello del decoder. SKY è un pericolo per la tv tradizionale perché copre le nicchie di mercato più richieste come quelle dello sport e del cinema. In più ha un servizio di all news internazionale che comporta un impegno cospicuo, con una redazione di 400 tra giornalisti e tecnici che sono sempre sulla notizia e aggiornano lo spettatore in tempo reale. La tv all news prende dal web elementi digitali e li porta a disposizione del grande pubblico, rendendosi esteticamente più apprezzabile. Ecco apparire sugli schermi finestre e ticker in cui scorrono le notizie. Sono proprio queste innovazioni a rimanere impresse nella mente dello spettatore, più di chi parla o delle immagini.  La tv all news cambia fortemente il mondo del giornalismo, rubando utenti ad Internet e prendendo le tecniche proprio dalla rete. I vantaggi digitali applicati alla tv riportano in primo piano il dibattito sulla figura del giornalista perché ne diminuiscono la portata storica, facendolo diventare un semplice mediatore intellettuale che propone in modo tecnologico una comunicazione essenziale, fatta di flash, sempre più simile a quella delle agenzie di stampa. Ma resta una domanda: la tv all news arricchisce l’offerta o la rende più confusa?

Comunicazione sociale

Da un po’ di tempo il sociale è sempre più presente su Internet: la rete è diventata strumento e vetrina ideale per associazioni benefiche e no profit perché è a costo zero e raggiunge tutti. Nella comunicazione sociale è la parola a contare più di tutto. Il suo valore è moltiplicato rispetto ad altri ambiti. Bisogna raccontare, coinvolgere, interagire.

  • Vai su Greenpeace.com e ti trovi davanti queste parole: “Greenpeace exists because this fragile Earth deserves a voice. It needs solutions. It needs change. It needs action”. Parole forti, coinvolgenti, che non possono lasciare indifferenti. E poi tre appelli diversificati: “Donate!”, “Sign up!” e “Get involved!”. Un filmato che accusa Dove di distruggere le foreste per ricavare olio di palma. Sotto le news dal mondo dell’ecologia, tutte proposte con un linguaggio incisivo. Sulla destra un box con “le cose che puoi fare ora”. E sono in tanti a darsi da fare. La parola giusta mobilita.

     
  • Medicisenzafrontiere.it si apre sulla pagina “SOS Myanmar” che spiega la situazione della Birmania, l’impegno dell’associazione in loco, descrivendo i successi già ottenuti (importanza di informare i sostenitori su cosa si fa con i loro soldi) e i riferimenti per fare donazioni alla causa. Si va direttamente al punto, non si presenta neanche Medicisenzafrontiere. La priorità è mandare aiuti in Birmania. Attraverso un link si arriva al sito che è essenziale. Vengono descritte tutte le missioni delle associazioni, specificando e dando ancora particolari su quella in Birmania. Menu sintetico: chi siamo, cosa facciamo. Poi gli appelli: “Sostienici”, “Collabora”, “Parti con noi”.  

 

 

Comunicazione d’impresa

Interattività. È questo il dictat per la comunicazione d’impresa in rete. Vedo la pubblicità, clicco e posso direttamente comprare il prodotto, sceglierne il colore ecc. Ogni utente pensa di tracciare un proprio percorso. In realtà siamo guidati da input che inconsciamente cogliamo e seguiamo. In questo mondo la parola vale poco, si punta tutto sul visual, sull’immagine. Solitamente un potenziale cliente può trovarsi davanti a due situazioni di accesso differenti:

  1. può avere servizio senza registrarsi (passo che incute un po’ di timore) immediatamente; l’iscrizione alla fine sarà quasi sempre necessaria ma non viene imposta subito per dare l’idea di apertura
  2.  per avere un servizio si deve registrare e pagare subito; solitamente sono aziende o giornali con credibilità e di cui la gente si fida che scelgono questa via.

Il format dei siti d’impresa è abbastanza uniformato:

-viene ignorata l’accessibilità
-grafica fantasiosa e fantastica
-introduzione da skippare, musica
-accesso diretto ad ultima novità prodotta dal brand
-menu essenziale a 5 o 6 voci.

Buttiamoci nel mare del commercio e osserviamo…

  • Apple.com: sito essenziale, incentrato sui prodotti. Non c’è un’introduzione da skippare L’home page si apre con l’immagine dell’ultimo prodotto, l’I-Mac: clicco e accedo alla pagina di approfondimento e acquisto del computer. Tantissime le foto che agevolano il potenziale cliente. Menu molto ridotto: la voce “Store” dà accesso immediato al negozio on -line dei prodotti Apple. Un accorgimento furbo dell’azienda.

     

  • Barilla.it: sito ricchissimo di immagini. Nessuna introduzione. Nella home page troneggia un piatto di pasta, il piatto del giorno consigliato dallo chef con la ricetta. Poi il link non troppo visibile alle ultime novità dell’azienda. Possibilità di iscriversi al Barilla Club e un motore di ricerca, il “CercaRicette”. Divertente. Immagini linkate che conducono a pagine dedicate ai sughi, alle lasagne “Emiliane” e alla linea “I Regionali”. Il prodotto domina.
  • Nike.com: il caricamento del sito è lungo. Scelta della lingua che mette a proprio agio l’utente. Le pagine sono molto cinematografiche e sovraccariche di immagini e video. Tutti i link sono fatti da immagini. Link visibilissimo allo store e possibilità di personalizzare i prodotti. La grafica è spettacolare.

     
  • Nokia.com: scelta lingua immediata. Il sito è ricco di immagini che raffigurano diversi prodotti. il più recente è all’inizio della pagina in dimensione maggiore rispetto agli altri. Il menu è ridotto ed una delle voci più importanti è “store”. Tutto è concentrato sui prodotti, sui gadgets, sugli aggiornamenti, niente distrae.  

 

 

Comunicazione istituzionale e comunicazione pubblica

Comunicazione istituzionale e comunicazione pubblica spesso sono messe erroneamente sullo stesso piano anche perché è frequente, anche se scorretto, che personaggi politici assumano ruoli istituzionali.

La comunicazione istituzionale deve comunicare tutto ciò che riguarda un’istituzione, che è un elemento stabile nella realtà e nella storia del paese (come ad esempio la Presidenza della Repubblica). Ha una funzione di conoscenza e deve tenere una linea di linguaggio didascalica, formale e neutra.

  • www.governo.it fa questo tipo di comunicazione. E la fa con tanti contenuti sul percorso del governo, sempre aggiornatissimi. Tanti i video disponibili: cerimonie, conferenze stampa, spot. Tanta ipertestualità: è possibile scaricare documenti. Poca, direi nulla, l’interattività: unica via le mail. L’accessibilità è garantita dal controllo secondo il protocollo V3G sul portale. Sull’usabilità: tutti possono entrarvi e l’accesso è veloce. Il linguaggio è semplice e rigoroso, evita aggettivi ma non è arido, è semplicemente efficace, coerente con la mission, con il target di riferimento che è necessariamente globale.

La comunicazione pubblica ha una funzione di servizio, deve comunicare cose di pubblico interesse come una reltà sociale, un progetto per il pubblico di un ente. Il linguaggio dipende da chi gestisce il progetto in quel momento. In generale è comunque caldo, coinvolgente.

  • Si arriva su www.governoinforma.it anche tramite un link nel portale del governo. Già questo indica che è una pagina di servizio. E lo è. Multimedialità a non finire e un po’ di interattività in più rispetto al portale del governo: posso scrivere a Governoinforma, leggere domande e risposte, partecipare a sondaggi e vedere i risultati. Insomma posso dialogare con il governo. Aggiornatissimo, accessibile, rapido nell’uso e semplice nel linguaggio.

Curiosando in siti di altri governi europei scopriamo che per una volta noi italiani siamo più avanti:

  • Il sito del governo francese è molto essenziale. Sarkozy non ci ha investito molto. Non c’è divisione tra i due tipi di comunicazione e quella istituzionale é trascuratissima.
  • Il sito inglese, americaneggiante nell’era Blair, si è fatto più British con Brown. L’impostazione è molto simile a quella dei giornali anglosassoni on-line. Semplicità ed efficacia ma, anche qui, mescolanza di pubblico e istituzionale. Interessante DirectgovKids, il portale dedicato ai bambini.
  • Il sito tedesco è molto cinematografico. Tanta multimedialità ma non è aggiornatissimo e… nessuna differenza tra comunicazione istituzionale e pubblica.
  • Sul sito del Lussemburgo, uno degli stati piccoli d’Europa, valgono le stesse osservazioni fatte sino ad ora. Commistione e poca chiarezza tra i due tipi di comunicazione.

Visto che noi italiani abbiamo la meglio approfondiamo. 

  • Sul sito della regione Emilia-Romagna c’è distinzione tra i due tipi di comunicazione. Per quella pubblica è necessario cliccare sul link Ufficio Relazioni con il Pubblico, poi sul link URP informa e si hanno a disposizione, a partire da maschere di ricerca, schede su tutte le attività e iniziative della regione. un po’ complicato il percorso ma la diversificazione esiste.
  • Per concludere diamo un ‘occhiata al sito del comune di Parma: c’è di tutto e di più ma la comunicazione istituzionale e quella pubblica, pur essendo riconoscibili, non hanno spazi dedicati.

Sette più agli italiani.

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