Generazione internet?!

Distrutti. È così che ci si sveglia dopo un venerdì sera da leoni. Ma bisogna riprendersi perché alle 8.30 inizia la lezione di Informatica applicata al giornalismo del professor Alfonso. Si inforcano gli occhialoni scuri, il cui unico compito è coprire le occhiaia da tre ore di sonno, e si parte. Davanti al Dipartimento di Lingue Straniere trenta occhiali scuri aspettano. E ci si accorge che non si è stati gli unici a fare tardi alla sera. Arriva il docente e….come poteva mancare l’imprevisto? L’aula è chiusa e il bidello non si trova. Rassegnati andiamo a far lezione nella sala studio. Ci si sistema come si può e inizia la chiaccherata. Prima le presentazioni. Veniamo da tutta Italia, abbiamo frequentato le università più diverse, svolto tesi sugli argomenti più disparati eppure ci troviamo tutti lì, a condividere qualche ora, sperando di capire cosa vorremmo fare “da grandi”. Sembrerà strano ma quando il docente chiede in che ambito ci piacerebbe lavorare, solo pochissimi di noi hanno la risposta pronta e le idee ben chiare in testa: c’è chi vuol fare il giornalista, chi il comunicatore, chi lo studioso di comunicazione e chi l’editor. L’intento del professore con il suo corso e è di farci diventare più concreti riguardo il nostro futuro. E forse ce n’è davvero bisogno. Il test della concretezza parte subito con la domanda “Che rapporto avete con le tecnologie? Chi di voi ha un blog?”. Nonostante sia opinione comune che la nostra generazione debba conoscere e usare Internet come bere un bicchier d’acqua, pochi conoscono a fondo la rete anche se tutti la usano per funzioni di base come le ricerche sui motori o l’e-mail. E solo uno di noi ha un blog. Il docente è stupito dal fatto che dei comunicatori non sentano il bisogno di trovarsi uno spazio personale come il blog per comunicare ed, ecco fatto, per la prossima lezione tutti dovremo aprirne uno e tenerlo costantemente aggiornato. Per incoraggiare il nostro rapporto con le nuove tecnologie non ci sarà assegnato un libro di testo, ma ognuno dovrà costruirselo attraverso le risorse della rete. Una bella sfida per alcuni e una passeggiata per altri. La cosiddetta “generazione di Internet” riuscirà a cavarsela nella sfida con la tecnologia?

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